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Salò ha detto sì alla municipalizzata
Il "Garda Uno" si trasforma, ma è atteso il parere di Toscolano e Gardone - Un voto importante per la nascita del nuovo consorzio di servizi per l'area della riviera Bresciana.

I Comuni gardesani della sponda bresciana si avviano a trasformare il loro "Consorzio Garda Uno", protagonista da oltre un decennio di significative iniziative d'avanguardia nella depurazione delle acque di scarico domestico, in azienda speciale destinata a diventare una sorta di grande "municipalizzata" dell'intero comprensorio che trae forma e sostanza giuridiche dalla legge 142/90 relativa alla riforma delle Autonomie locali. I tasselli si vanno a mano a mano collocando al loro posto attraverso l'approvazione, da parte dei singoli Consigli comunali, della nuova convenzione e dello Statuto. C'è grande attesa sul Garda per la nascita di questa nuova realtà.

Il Consiglio comunale di Salò ha approvato l'atto di adesione al nuovo consorzio di servizi per l'area del Garda bresciano. L'organismo nascerà dalla trasformazione del consorzio "Garda Uno", ente che sinora si è occupato della depurazione del lago. Presto potrebbe nascere una nuova municipalizzata.

Salò - Alcuni gioni fa avevano dato il loro benestare Puegnago e Gargnano; venerdì sera si è aggiunto il Comune di Salò e sono già pronti Toscolano Maderno e Gardone Riviera che hanno posto l'argomento all'ordine del giorno.
Le prime deliberazioni hanno ricevuto l'approvazione del Comitato regionale di controllo e, quindi, il nuovo organismo comprensoriale nasce anche con conforto dell'ente di tutela amministrativa.

A spiegare le finalità e le ragioni sociali dell'azienda è l'art.1 della convenzione che recita: "Il servizio per l'impianto e la gestione dell'intero ciclo di produzione, distribuzione e depurazione dell'acqua per usi multipli, per il controllo, trattamento e difesa delle risorse idriche, dall'emungimento al rilascio compreso lo smaltimento dei fanghi residui per il sistema fognario nonchè la progettazione e costruzione dei relativi impianti vengono svolti in forma associata con gli enti aderenti al consorzio".

In sostanza, le cure di sorella acqua, dal momento che sgorga dalla roccia fino al disperdimento, sono affidate al nuovo ente sovraccomunale che manterrà il nome originario pur assumendo diversa veste giuridica di "azienda consortile" ai sensi della legge 142.

Lo ha spiegato l'ing. Emilio Comini, in rappresentanza del "Garda Uno", al Consiglio comunale sottolineando l'impegno dei Comuni associati a demandare prioritariamente all'azienda tutte le operazioni relative al trattamento delle acque prima che ad una qualsiasi impresa privata.

L'obiettivo di difesa dell'acqua non si ferma, quindi, alla gestione del collettore circumlacuale ma va verso l'assunzione di ogni iniziativa riguardante la captazione, la distribuzione e la depurazione del proziosissimo elemento.

Fra gli obiettivi dell'azienda c'è anche la gestione di tutti quei servizi che risultino di interesse collettivo fra i quali si collocano in primo piano la distribuzione del gas metano e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

La nuova forma giuridica consentirà all'azienda maggiore snellezza, autonomia decisionale e grinta manageriale attraverso un quilibrio fra costi e ricavi e più elevate capacità di investimento.

Infatti non solo verrà perseguita qualsiasi forma di risparmio derivante da una gestione ad ampio raggio ma si ricercheranno tutte quelle occasioni di "business" per accrescere le risorse.

Gli enti che ne fanno parte sono la Provincia e tutti i Comuni rivieraschi del grande lago a cui si aggiunge Roè Volciano il cui territorio scende verso il golfo e la quota di partecipazione sarà determinata sulla base della popolazione residente.

Durante il dibattito, il sindaco Pino Mongiello ha colto l'occasione per ricordare al consorzio l'impegno per il completamento di alcuni tronchi fognari cittadini che ancora non consentono il funzionamento del collettore, programmati ma non realizzati. A parere, invece, di Daniele Roscia della Lega Nord, sarebbe stato auspicabile un passaggio più significativo e deciso ad una Spa, più vicina alla gente e più lontana dai partiti. Infine, il vice sindaco Giampaolo Comini del Pds ha messo in guardia dai pericoli di burocratizzazione di un così grande apparato. "L'indirizzo politico sia riservato all'assemblea - ha detto Comini - ed il Consiglio  d'amministrazione sia costituito da tecnici di provata capacità ad evitare che l'esecutivo venga esautorato dai direttori generali".

Il sì pronunciato dall'Anise solodiana rappresenta un determinante passo in avanti verso l'approvazione della municipalizzata del lago di Garda.

Un organismo di servizi certamente importante per il futuro dell'intero comprensorio che, ancora oggi, soffre della mancanza di una struttura adeguata per affrontare la gestione di molti servizi primari.

Giuliano Fusi

Fonte: Giornale di Brescia

Data di pubblicazione: 12 Dicembre 1992

Immagine di copertina: da news originale

 

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