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Se un paese è turistico: il caso studiato a Kyoto
I risultati della raccolta differenziata sul Garda studiati in Giappone

Lago di Garda - Spazzamenti delle strade più frequenti, svuotamenti quotidiani dei cestini, raccolte suppletive per le attività di ristorazione, maggiori esigenze di decoro urbano. Nei comuni turistici, come quelli del Garda, il servizio di raccolta rifiuti e igiene urbana ha, per ovvie ragioni, esigenze differenti rispetto a quelle di un borgo agricolo o industriale.

«Il piano economico finanziario per la gestione del servizio in un comune turistico è decisamente più alto, perché gli interventi necessari sono maggiori», dice Stefano Ambrosini, consigliere comunale con delega all'ambiente nel Comune di Gardone Riviera e amministratore unico della Waste Management Specialist, società che offre supporto alla pubblica amministrazione nell'avvio di raccolta differenziata e tariffa puntuale.

«A Gardone, ad esempio, d'estate sono necessari cinque ritiri a settimana del rifiuto organico - spiega Ambrosini -, mentre nelle località non turistiche il calendario dei conferimenti resta sempre uguale. O ancora: a Gardone d'estate si spazzano le strade tutti igiorni, in altre località lo spazzamento ha cadenza mensile». Il costo del servizio ovviamente è maggiore, ma non la Tari per il residente, da to che la tariffa è spalmata sul le utenze tipiche dei paesi turistici: seconde case, strutture commerciali e ricettive.

«Nei paesi turistici gli abitanti sono generalmente pochi continua Ambrosini ma i contribuenti sono tanti. In questi Comuni la statistica"costo del servizio per abitante" ha poco senso».

Prendiamo il caso limite di Limone (1.100 abitanti e più di un milione di presenze): qui il servizio di raccolta rifiuti avrebbe un costo di 853 euro per abitante (dato 2019 del Catasto Rifiuti dell'Ispra), ma è chiaro che la quota maggiore è a carico delle strutture ricettive. A Gardone il costo per abitante è di 337 euro, ma anche qui vale lo stesso discorso di Limone.

Tra l'altro Gardone, dove la quota di differenziata è passata dal 26,86% del 2012 all'84,29% del 2020, è considerato un caso studio in tema di raccolta rifiuti, preso a Kyoto, in Giappone, nella conferenza internazionale «Asia Confe rence on Environment and Sustainable Development».

S.B.

Fonte: Giornale di Brescia

Data di pubblicazione: Sabato 26 Novembre 2022

 

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