Gardauno Spa

 
La complessità del 2021 chiederà servizi essenziali

Come Massimiliano Faini rapporta Garda Uno alle difficoltà post Covid

Il 2021 gira la boa del primo mese. Che cosa seguirà?

Ne parliamo con Massimiliano Faini, Direttore Operativo di Garda Uno, che risponde “sarà un anno molto complesso. Per noi e per i Comuni di cui siamo scudo. Le amministrazioni credo dovranno affrontare le difficoltà economiche che stanno emergendo nelle comunità. Molto penso dipenderà dalla proroga o meno dei licenziamenti, altrettanto importante sarà la rapida disponibilità di vaccini per scacciare il Covid ed il conseguente ritorno della nostra comunità – in cui un servizio come il turismo è fermo da mesi - alla normalità”.

Ai sindaci allora che riflessione suggerirebbe?
“Quella di valutare l'essenzialità dei servizi per conservare eventuali disponibilità da canalizzare verso il sociale.
Dico questo perché temo che le presenze turistiche tarderanno a ritornare ai livelli del 2018 e del 2019 e questo farà ritardare la ripartenza dell’economia.

Una ripartenza che non so immaginare in quale modo possa avvenire e con quali modalità nuove rispetto al passato: sia nella riacquisizione degli ospiti con canoni innovativi penso sempre più legati alla tecnologia, sia nell’offerta. E’ certo che si dovrà favorire la ricostruzione di un settore che ha pagato e sta ancora pagando molto”

E Garda Uno?
“Diamo servizi complessivamente a 188 mila abitanti che quando arriva la stagione turistica passano a 320mila con picchi giornalieri in agosto anche di 500mila persone: sono numeri che devono far riflettere e devono farci mantenere l'attenzione sempre alta, conoscendo in profondità le necessità del territorio, riducendo il più possibile i costi, mantenendo le caratteristiche delle nostre origini, facendo attenzione a ciò che la tecnologia ci mette a disposizione per migliorare la qualità dei servizi, razionalizzando la gestione, quindi migliorando il servizio e il conto economico”.

Un esempio?
“Ci sono delle applicazioni sui telefoni dei cittadini che possono aiutarci a lavorare meglio, ma mi riferisco anche ai sensori, alla geolocalizzazione.

Una multiutility come la nostra deve essere attenta a tutto quello che la tecnologia offre ed alle nuove professionalità che la scuola crea. E questo in parallelo al territorio al quale il rafforzamento delle nostre infrastrutture deve essere molto attento e puntuale”.

Fare squadra con le comunità e le amministrazioni quindi?
“Esatto, soprattutto con una conoscenza diffusa delle necessità delle aree su cui lavoriamo”

I tempi?
“Devono essere brevi, occorre recuperare il tempo perduto e si imporranno anche altre scelte nel costo dei rifiuti che dovrà passare da superficie a persona, con attenzione anche alle tipologie del materiale.

I sindaci devono percepire quanto ancora sia sostenibile il sistema attuale tenendo conto di ciò che li circonda: la prima fatturazione oggi per il 20% non viene pagata. Ci attendono nuovi impegni dopo che Arera (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) a tendere punta ad un servizio totalmente industrializzato, compreso il rapporto con l’utenza (tariffa puntuale e a corrispettivo)."

 

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