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La neonata associazione temporanea di scopo formata da Garda Uno, AGS, i Comuni e la Comunità del Garda si è posta come obiettivo l’installazione di un nuovo depuratore per la sponda bresciana del lago di Garda. I sindaci interessati si sono ritrovati a Gardone Riviera, convocati dal presidente onorario della Comunità, Aventino Frau.

Gardone Riviera. Nasce sul Garda l’associazione temporanea di scopo per sostenere il rifacimento delle opere di tutela ecologica del lago. Ne fanno parte Garda Uno guidata dal presidente Mario Bocchio, la società di servizi della sponda veronese (Ags), i Comuni rivieraschi e la Comunità del Garda.

L’obiettivo è quello di installare un collettore e un depuratore nuovo per la sponda bresciana. Rimangono incerti il luogo e i tempi per dare il via ai lavori, si pensa a Visano o Lonato. Altro dubbio è il finanziamento, il progetto ha un costo che si aggira intorno ai 220 milioni. Una cifra ingente, c’è bisogno di un intervento consistente da parte del Governo.

E’ proprio per discutere di questi punti che i sindaci interessati si sono ritrovati a Gardone Riviera, convocati dal presidente onorario della Comunità, Aventino Frau. Tutti d’accordo sull’associazione temporanea di scopo e soprattutto sulla necessità di mantenere pulite le acque del lago, “perché la depurazione è un tema prioritario, molto più importante del completamento delle piste ciclabili”, è stato ribadito all’incontro. Il presidente ha chiarito i passaggi chiave “a Roma, al ministero dell’Ambiente, ci hanno chiesto di presentare – ha spiegato Frau – un progetto unitario riguardante sia la sponda orientale, con 39 chilometri di “tubi” da Malcesine a Torri e altri 66 fino a Peschiera, con l’attuale depuratore potenziato, sia quella occidentale con 82 chilometri da Gargnano a Visano, nella Bassa bresciana. L’investimento, di 220 milioni di euro, prevede anche la rimozione di tutte le condutture sublacuali”.

Lo scoglio da affrontare riguarda però Visano. C’è stato infatti un braccio di ferro tra enti privati e la Provincia per stabilire quale sarà l’area del nuovo depuratore.Il Tribunale ha dato ragione ai privati e l’area di Visano rischia di non essere più disponibile. E’ una quisquiglia non da poco, si attende la sentenza della Cassazione per mettere la parola fine alla diatriba.Nel frattempo si è ipotizzata un’alternativa: il nuovo depuratore potrebbe trovare casa a Lonato. Tra le priorità, bisogna rimuovere la condotta sublacuale, che trasporta i reflui fognari sul fondale del lago. Per evitare rotture indesiderate il nuovo collettore deve viaggiare tutto via terra.

I sindaci della riviera bresciana hanno esaminato la bozza dell’atto di costituzione dell’Associazione temporanea di scopo, da inviare ai Consigli comunali per la discussione e l’approvazione. Il comitato di gestione sarà formato da sette membri, l’assemblea composta da tutti i partner che firmeranno l’accordo. L’obiettivo è ottenere da Roma i 220 milioni di euro, presentando il progetto finale. Il Ministero dell’ambiente mette a disposizione 4 miliardi, è un’occasione da non perdere.

Redazione online www.lavocedelpopolo.it

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Pubblicato: 11 Marzo 2015

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