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Un esposto inviato alla magistratura e alla Corte dei Conti, firmato dai parlamentari Vito Crimi e Dino Alberti con gli amministratori locali dei 5 Stelle - Nel mirino gli sversamenti dagli impianti di «emergenza» e i possibili danni ambientali - Il Movimento interroga sul ruolo di Garda Uno, della Provincia e delle autorità sanitarie.

 




Desenzano - A meno di due mesi dall'ultimo report sugli scarichi a lago (solo a Desenzano ne sono stati censiti addirittura 48, di cui 17 «potenzialmente abusivi» e comunque assenti sulle mappe ufficiali), il Movimento 5 Stelle gardesano torna alla carica, con il supporto di due parlamentari e di un consigliere regionale, annunciando un doppio esposto che in questi giorni verrà consegnato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Tra le righe dell'esposto inviato all'autorità giudiziaria si chiede di verificare se si possano ipotizzare «eventuali reati di tipo penale o contabile» non solo nei confronti dell'ente gestore, la società Garda Uno, ma anche nei confronti della Provincia di Brescia, dell'Arpa e dell'Asl (ora Ats) che nell'ipotesi del Movimento 5 Stelle potrebbero essere responsabili di «una situazione di mancato controllo».

L'esposto è stato firmato da Andrea Spiller, Andrea Paccagnella e Rossella Magazza (consiglieri comunali a Desenzano, Padenghe e Lonato), dal senatore Vito Crimi e dal deputato Dino Alberti, dal consigliere regionale Giampietro Maccabiani.

Per farla breve: da oltre un decennio, spiegano i pentastellati nell'esposto di sei pagine (ma corredato da ben 16 allegati), Garda Uno starebbe utilizzando gli scarichi di emergenza e gli sfioratori di piena in maniera continuativa, e quindi non solo in caso di emergenza o di piena, dunque «al di fuori dell'ambito per cui sono stati autorizzati, comportando di fatto lo scarico di reflui fognari nel lago con conseguente e reiterato danno ambientale».

Gli esponenti dei 5 Stelle chiedono di valutare se questo sia lecito, perché gli scarichi di emergenza dovrebbero in teoria scaricare solo in caso di «piene» eccezionali o di situazioni, appunto, di emergenza.

Ma non basta: in tutto questo tempo non sarebbero stati svolti «i minimi interventi richiesti dagli enti preposti come la grigliatura per i corpi solidi, lo spostamento degli scarichi a distanza dalle aree di balneazione, l'attivazione di reali ed efficienti sistemi di monitoraggio».

L'esposto dei 5 Stelle ripercorre tutti i passaggi di questi «mancati interventi»: l'autorizzazione del 2008 da parte della Provincia di Brescia in cui già si chiedeva (per gli scolmatori di piena) la dotazione di un sistema di grigliatura, un primo progetto di adeguamento da 1,123 milioni di euro, la richiesta di rinnovo delle autorizzazioni (da parte di Garda Uno) del 2011 in cui «si afferma che dei 10 sistemi di grigliatura progettati solo uno e in fase di progettazione esecutiva, Villa Lucchi a Desenzano», i pareri di Asl e Arpa, il nuovo documento autorizzativo del 2015 «che ribadisce le medesime prescrizioni dando ulteriori 4 anni per essere recepite».

Da qui la richiesta, messa nero su bianco nell'esposto firmato da parlamentari e amministratori locali, in cui i 5 Stelle chiedono a Procura e Corte dei Conti «se ritengano che i comportamenti tenuti dai soggetti coinvolti siano tali da configurare eventuali reati di tipo penale e contabile», e ancora «se ritengano sussista una situazione di danno ambientale imputabile a Garda Uno».

«Con questo lavoro di ricostruzione documentale, durato alcuni mesi, sulle autorizzazioni agli scarichi a lago e agli sfioratori di emergenza - spiega il consigliere Spiller - abbiamo evidenziato tutte le inadempienze e le irregolarità nelle varie procedure.

Lo scopo dell'esposto è quello di sensibilizzare le autorità giudiziarie a far rispettare le norme, e imporre ai soggetti coinvolti l'attuazione delle prescrizioni previste».

Alessandro Gatta

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Giovedì 11 Gennaio 2018

Fotografia di copertina: news originale

 

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