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Servizio idrico senza gestore unico: la Regione mette in mora il Broletto. Dopo il 30 settembre c’è la gara europea e la concorrenza delle multinazionali

La gestione di acquedotti e fognature dei 206 comuni bresciani potrebbe anche finire in mano ad una multinazionale – vedi la francese Veolia a Latina – se entro il 30 settembre non sarà nato il gestore unico del servizio idrico integrato.

Il rischio: la maxi multa di Bruxelles da 160 milioni di euro l’anno Il rischio è grosso. E ne è ben conscio il consiglio provinciale, che da tempo cerca di far nascere una società mista pubblico-privata nella quale unire i singoli municipi e le loro multiutility (A2A, Aob2, Asvt, Vallecamonicaservizi, Garda Uno) per poter avviare un piano di investimenti da 850milioni, fare (e rifare) i depuratori necessari ed evitare così la maxi multa di Bruxelles da 160 milioni di euro l’anno.

Per legge serve però l’«ok» di almeno la metà dei Comuni, che devono contestualmente rappresentare almeno la metà più uno del milione e 300 mila residenti. Molte amministrazioni locali fino ad oggi hanno nicchiato, temendo un rincaro delle tariffe. Altri – è il caso del Garda – stavano pensando ad un gestore interregionale insieme al Veneto. Ora però non c’è più tempo.

Lo ha scritto anche l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi, che ha messo in mora la Provincia di Brescia. Per questo il consiglio provinciale ieri ha approvato un ordine del giorno con il quale dà mandato all’Ato (l’ufficio d’ambito che gestisce tutti i servizi idrici) di agire con urgenza per far capire ai comuni il rischio che corrono. Verrà loro inoltrata una lettera di sollecito, con allegato il rimbrotto dell’assessore Terzi. Diego Peli (Pd), chiede di allegarci pure la potenziale sanzione che si rischia di pagare a Bruxelles (160 milioni l’anno, appunto) se non si migliora il sistema di depurazione.

E Michele Gussago, delegato del Broletto alla partita, assicura che entro luglio verranno convocati nuovamente tutti i sindaci per prendere finalmente la decisione attesa da tempo: «È una responsabilità morale riuscire a deliberare la scelta del gestore unico entro il 30 settembre, visto che la legge non prevede deroghe».

Diretto anche il presidente della Provincia Luigi Mottinelli: «Oggi la commissione Ecomafie è a Brescia per approfondire le tematiche ambientali. Ecco, il tema della mancata depurazione, degli scarichi che finiscono ancora in laghi e fiumi non è affatto slegato. Effettuare investimenti per migliore i nostri impianti è questione di civilità. Dobbiamo partire dal Garda, poiché se si rompe la condotta sub-lacuale andiamo incontro ad un disastro ecologico».

Va ricordato che sono 63 i comuni che hanno depuratori insufficienti o mancanti. Ieri è stato fornito anche il dato degli utenti che hanno ottenuto il rimborso per la tariffa di depurazione pagata (fino al 2008) anche se inesistente: sono 15700 (a fronte dei 41mila aventi diritto) ai quali sono andati 3,5 milioni.

Fonte: brescia.corriere.it

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Pubblicato: Mercoledi 17 Giugno 2015

Fotografia di copertina: da news originale

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