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Giornale di Brescia - Tele-controllo e in vestimenti: la crisi idrica resta fuori dai rubinetti



A video. Massimiliano Faini, direttore del servizio Ciclo idrico, illustra la situazione della rete di Rivoltella - Dalla centrale operativa di Padenghe si monitorano le 4 prese a lago, le 32 sorgenti ed i 140 serbatoi.

Il grande fratello del sistema idrico ha dato i suoi frutti: il piano anti-sete di Garda Uno, che ha nel sofisticatissimo tele-controllo la sua gemma più brillante, sta funzionando.

Nonostante il caldo torrido e la siccità che ha perdurato fino a pochissimi giorni fa, nessuna crisi idrica si è verificata quest’anno: risultato tutt’altro che scontato, ma guadagnato, anzi, a suon di studi, valutazioni e investimenti.

Otto milioni. Investimenti quantificabili in circa 8 milioni di euro per il solo 2017, di cui 5 per la partestrutturale e 3 per le manutenzioni straordinarie.

Spese necessarie per far fronte alle necessità di un territorio, quello gardesano, «che ha caratteristiche disomogenee - spiega il presidente di Garda Uno, Mario Bocchio -, con aree montane, di collina e di pianura, ed è interessato da una intensa presenza turistica nella stagione estiva».

Stagione durante la quale quadruplica la popolazione residente, con la conseguenza di un fortissimo aumento della domanda di acqua potabile nel periodo in cui, di acqua, ce n’è meno.

Quest’anno il sistema ha retto. E non è stato un miracolo, come si diceva, bensì il risultato di anni e anni di aggiustamenti che hanno permesso di tenere tutto il territorio perfettamente monitorato.

Tanto hanno influito, in questo, le ordinanze delle amministrazioni locali che hanno colto il suggerimento della multiutility e regolato il consumo idrico.

Tantissimo ha influito la possibilità di osservare in tempo reale la situazione dell’intero sistema: aspetto che offre la non trascurabile opportunità di poter fare delle previsioni, stabilendo soglie di pre allerta, piani B da attuarsi prima che sia troppo tardi e riuscire così a scongiurare l’intervento delle mai gradite autobotti.

Nella centrale operativa del tele-controllo si può avere un quadro più che preciso della rete nella sua globalità, fino al dettaglio più piccolo: si può osservare la situazione dei pozzi di presa idrica (60 quelli censiti) e delle falde, stabilendo con precisione quanta acqua ci sia ancora e, di conseguenza, decidere se «allentare» il pescaggio  omeno, se azionare le pompe o meno; si può valutare se le prese a lago (quattro) stiano lavorando a dovere e se le sorgenti (32 con 140 serbatoi) stiano regalando acqua a sufficienza.

Da lontano. Tutto, anche il più piccolo degli ingranaggi, è monitorato dalla centrale operativa: «Ma non solo in sede -specifica il direttore operativo del servizio Ciclo Idrico, Massimiliano Faini - : gli operatori possono tenere sott’occhio il sistema dai propri smartphone, verificare eventuali allarmi in tempo reale, risolvere i problemi direttamente on line o, se il guasto necessita un intervento fisico, recarsi sul posto.

Questo sistema di tele-controllo non solo quest’anno ha contribuito a scongiurare le crisi idriche cui siamo purtroppo abituati specie in certe zone, ma ha rivoluzionato la gestione soprattutto a livello operativo, riducendo drasticamente i tempi di intervento».

Alice Scalfi

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Sabato 12 Agosto 2017

Fotografia di copertina: da news originale

 

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