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Garda Uno: il depuratore del Benaco si farà a Visano, inizia la caccia ai fondi – L’opera è allo studio, ora si attende il parere della Provincia: dialogo aperto col Ministero – Vertici tra enti e Comuni sul progetto per il quale servirebbero 20 milioni l’anno per almeno 9 anni.

Bassa – Visano è la scelta giusta: il depuratore del Benaco per Garda Uno sarà lì.
Il progetto si sta studiando in tutte le stanze possibili e immaginabili.

Lo si sta valutando alla Comunità del Garda e gli amministratori della Bassa, almeno quelli che più saranno coinvolti, vale a dire Visano, Remedello e Acquafredda, si sono presi tempo: ancora non si esprimono.

La storia. MaVisano, per Garda Uno, è di certo la prima ipotesi:

«Il progetto per la depurazione e il collettamento del Garda risale a nove anni fa – spiega il presidente, Mario Bocchio -. In tutto questo periodo ci siamo guardati attorno e se è vero che il nocciolo centrale della proposta elaborata con l’Università degli Studi di Brescia è rimasto invariato, è anche vero che alcune modifiche ci sono state».

Invariata è rimasta l’idea di fondo, vale a dire che le tubature debbano passare fuori dall’acqua: via, insomma, le condotte sublacuali, che peraltro dopo quarant’anni di esercizio cominciano ad accusare i segni del tempo. Sono monitorate, ma un intervento di sostanza a questo punto sarebbe auspicabile. Modificata rispetto al progetto originario, invece, la localizzazione strutturale del depuratore.

«Prima si pensava di collocarlo a Lonato, poi a Castenedolo, infine Visano, che tutt’oggi ci sembra la scelta migliore per posizione e infrastruttura. Se poi qualcuno, ad esempio la Provincia, dovesse dare altre indicazioni, si vedrà».

I costi. Il progetto preliminare ha un costo stimato in 220 milioni di euro. Di questi, 45 milioni serviranno per il «revamping» del depuratore visanese: l’idea è creare una maxi rete di collettamento a terra che daTignale tocchi tutti i Comuni della sponda bresciana del Benaco e arrivi a Visano. Ne rimarrebbero esclusi solo Desenzano e Sirmione, che continuerebbero a confluire a Peschiera.

Il depuratore di Visano, costato 15 milioni negli anni Novanta e realizzato per affrontare il problema dei reflui suinicoli, è stato aperto nel 2000 e  chiuso ad ottobre del 2002.

Da allora è pressoché abbandonato, nonostante più volte si sia parlato di una riapertura.

Da progetto vi confluiranno solo scarichi civili: insomma, niente rifiuti zootecnici.

Per lotti. I lavori per la realizzazione dell’opera dovrebbero procedere per lotti:

«Venti milioni l’anno per almeno nove anni. Una cifra considerevole secondo Bocchio – ma non impossibile.

Per mettere in sicurezza il bacino di acqua potabile più importante d’Italia, sono soldi che si possono e si devono trovare».

Per questo è in corso la caccia al finanziamento: «Gli incontri alla Comunità del Garda si susseguono – specifica il numero uno della multiutility padenghina -. Stiamo analizzando il progetto nei dettagli e sono costanti i contatti con il Ministero per ottenere i fondi. I riscontri che stiamo ottenendo sono positivi, ma per arrivare a un risultato ci vuole tempo».

Tempo che si sono presi anche gli amministratori bassaioli: il sindaco di Visano, Francesco Piacentini, il vice sindaco di Remedello, Elisa Galuppini, e il primo cittadino di Acquafredda, Alessio Guerreschi, nei giorni scorsi si sono incontrati.

Unanime il verdetto: «Il tema è complesso e per approfondirlo serve tempo».

Alice Scalfi – Marco Zanetti

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Lunedi 19 Settembre 2016

Fotografia di copertina: da news originale

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