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Giornale di Brescia: Garda Uno, il sì ad Acque Bresciane apre la strada al depuratore del lago

L’adesione ad una condizione: che sia firmato l’accordo Stato-Regioni per finanziare l’impianto - L’assemblea della società ha deciso di cedere il ramo del ciclo idrico al gestore unico provinciale.

Il matrimonio s’ha da fare: dopo mesi trascorsi all’insegna del dubbio e della trattativa, Garda Uno entra in Acque Bresciane.

Lunedì l’assemblea dei sindaci soci della multiutility con sede a Padenghe ha deliberato a larga maggioranza (solo due le astensioni) di dare mandato al presidente Mario Bocchio di mettere in atto quanto necessario per il conferimento entro fine anno del ramo ciclo idrico nel gestore unico.

Senza se e senza ma? Non proprio.

Una condizione viene fissata: «Qualora si verificassero le condizioni presentate in sede di assemblea - fanno sapere dall’azienda - e, quindi, la sottoscrizione dell’accordo quadro Stato-Regioni per il finanziamento del depuratore del Garda».

Come a dire: se i soldi per il depuratore arrivano davvero ci stiamo, altrimenti no.

I segnali positivi. Ma tutto lascia pensare che i fondi ci saranno.

L’assessore regionale alle Politiche economiche Mauro Parolini l’ha annunciato appena qualche settimana fa: «Entro la fine del mese l’accordo che sancirà l’assunzione formale dell’impegno economico del governo sarà sottoscritto ».

E una rassicurazione in tal senso l’avrebbe portata all’assemblea di lunedì lo stesso presidente Bocchio, il quale in apertura dei lavori ha dato lettura di una comunicazione ufficiale giunta dalla Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’ambiente.

Le rassicurazioni - Nella nota vengono fornite ulteriori assicurazioni sull’ormai famoso finanziamento da 100milioni
di euro, destinati al collettamento e alla depurazione del Garda, e in cui viene richiamata l’attenzione sull’esigenza di trovare un accordo di programma «con i relativi piani tariffari approvati, o da sottoporre all’Autorità per l’energia elettrica e il sistema idrico, necessari per l’erogazione del finanziamento nel rispetto della normativa nazionale ecomunitaria».

Vale a dire, il Ministero dell’ambiente vuole conoscere per tempo il piano di fattibilità tecnico- economica degli Ambiti territoriali ottimali, chiamati a reperire i 130 milioni di euro che dovrebbero sommarsi ai 100 milioni concessi dal Governo.

Gli adempimenti - Ora, dunque, in Garda Uno cominciano le «grandi manovre»: tra gli immediati adempimenti prima della cessione del ramo aziendale, che sarà effettuata entro il 31 dicembre, la multiutility dovrà rivedere il bilancio, effettuare una radiografia del settore idrico e predisporre altri provvedimenti di carattere tecnico.

All’assemblea dell’altra sera ha partecipato l’80% del capitale sociale; erano presenti il presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli, il consulente esterno Giuliano Baiguera e tutti i dirigenti di Garda Uno (Pietro Lazzarini, Massimiliano Faini, Mario Giacomelli e Massimo Pedercini), oltre al presidente del Comitato di controllo, Rosa Leso.

L’auspicio - Tra gli interventi degli amministratori gardesani, da segnalare quello del sindaco di Desenzano, Guido
Malinverno,il quale ha auspicato che «il personale impiegato sul ciclo idrico resti ancora sul territorio».

Un auspicio sposato da quasi tutti gli altri sindaci presenti.

Alice Scalfi

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Mercoledi 25Ottobre 2017

Fotografia di copertina: da news originale

 

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