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Giornale di Brescia: Depurazione del Garda, stanziati 130 milioni di euro

L’annuncia Mariastella Gelmini, presidente della Comunità, citando una delibera Cipe.

Gardone – Non 100, ma 130 milioni di euro per la depurazione del lago. Ieri è arrivato l’annuncio da parte del presidente della comunitàdel Garda, l’on. Mariastella Gelmini, della delibera del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazion eeconomica ) del 1°dicembre scorso, con la quale è stato approvato il Piano Operativo Ambiente che assicura circa 130 milioni per le opere di collettazione e depurazione del Garda, 50 milioni in quota alla Regione Lombardia e 82 al Veneto.

«Ci prendevano per visionari – commenta l’on. Gelmini mentre ora entriamo nell’ambito della realizzazione dell’opera».

Via le sublacuali. Il progetto prevede in sostanza che vengano eliminate le condotte sublacuali, che i reflui della riviera veronese più quelli di Desenzano e Sirmione continuino ad essere trattati dal depuratore di Peschiera e che quelli bresciani finiscano invece presso un altro impianto.

Che potrebbe essere a Visano (zona in cui già esiste un depuratore, seppur pensato per reflui zootecnici, e dove sette Comuni, per 50mila abitanti, non dispongono di sistemi di depurazione) o altrove.

«Lo vedremo in fase di progettazione esecutiva, in base alle indicazioni del territorio interessato», dice Mario Bocchio, presidente di Garda Uno, che con il suo corrispettivo veronese, l’Azienda Gardesana Servizi, ha già predisposto il progetto di massima, da tradurre in esecutivo.

«Vogliamo togliere il problema dall’acqua – dice Giovanni Peretti, presidente dell’Associazione temporanea di scopo formata da Comunità del Garda e 35 Comuni per gestire le risorse – eliminando la sublacuale e facendo sì che nessun refluo finisca più nel lago, che è la nostra ricchezza».

Parla Frau. Aventino Frau, presidente emerito della Comunità e politico navigato, avverte: «Non illudiamoci di avergià i soldi in tasca. Il Cipe ha approvato le nostre richieste, ma ora sta a noi non perdere tempo, perché in sede di verifica, se non procediamo, le risorse potrebbero essere dirottate altrove.

Dobbiamo essere bravi a completare le procedure amministrative nel giro di 7-8 mesi e a provvedere, in un anno, alla cantierizzazione, la logistica del cantiere»
Simone Bottura

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Sabato 17 Dicembre 2016

Fotografia di copertina: da news originale

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