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Giornale di Brescia: Depurazione, accordo entro Natale per non perdere i 100 milioni




Lago di Garda - Prima l’ingresso di Garda Uno in Acque Bresciane srl, l’azienda cui è affidata la gestione del servizio idrico integrato (acquedotti e fognature) in provincia di Brescia, poi l’accordo di programma tra Ministero dell’ambiente, Lombardia, Veneto, Trentino, Comunità del Garda e Ats.

Sono i due passaggi decisivi, da consolidare a breve, per dare concretezza al progetto del nuovo sistema di depurazione del lago. Due passaggi. Lo ha spiegato ieri a Gardone la presidente della Comunità del Garda, Mariastella Gelmini.

Primo ostacolo da superare è «il conferimento in Acque Bresciane di Garda Uno - spiega Gelmini -, condizione posta da Regione Lombardia».

Se fino ad adesso la multiutility gardesana aveva congelato ogni decisione in merito, ora c’è un’apertura: «Il presidente Mario Bocchio è disposto ad assecondarelarichiestaregionale - dice Gelmini - a patto che i 100 milioni stanziati dal Governo vengano interamente destinati, come previsto, al progetto gardesano». Le assicurazioni in tal senso di Acque Bresciane sbloccheranno presto l’impasse.

Il secondo passaggio cruciale  sarà l’accordo di programma tra i soggetti coinvolti, «necessario per stabilizzare -dice Gelmini -i 100 milioni concessi dal governo tramite il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica».

Un obiettivo che la Comunità del Garda intende centrare entro Natale, per mettere in cassaforte i fondi ed evitare che, tra lungaggini e titubanze, vengano dirottati altrove.

La localizzazione. «Siamo al punto di non ritorno, non si può più aspettare», dice Giovanni Peretti, presidente dell’Associazione temporanea di scopo (Ats) istituita dai Comuni benacensi per sostenere il progetto che prevede il raddoppio del sistema, creando un nuovo depuratore nel Bresciano da affiancare a quello di Peschiera, ormai sotto dimensionato (ha una capacità di 330mila abitanti equivalenti, a fronte di 400mila residenti gardesani, senza contare 20-25 milioni di presenze turistiche annue).

C’è però il nodo della localizzazione del depuratore bresciano. Per Peretti Visano è la scelta più logica: «Non solo per il Garda, ma anche per i 50mila residenti della Bassa che oggi ne sono sforniti, con il rischio di infrazioni dell’Unione Europea».

Il territorio dovrà poi trovare, tramite tariffa e magari l’imposta di soggiorno, i fondi mancanti per un’opera da 220 milioni. Della questione parleranno i sindaci gardesani il 9 settembre a Torri.

Simone Bottura

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Sabato 26 Agosto 2017

Fotografia di copertina: da news originale

 

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