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ROMA – Delegazione gardesana al Ministero dell’Ambiente per trovare i 220 milioni necessari per il nuovo sistema di depurazione del lago.

«Forse si è aperta un breccia nel Governo centrale». È soddisfatta l’on. Mariastella Gelmini, presidente della Comunità del Garda, di ritorno dall’incontro a Roma con la Direzione Generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del Ministero dell’Ambiente.

Una missione che aveva un preciso obiettivo: sensibilizzare il Governo sulla necessità di nuove e improrogabili opere per la depurazione del Garda. Un’urgenza che travalica gli schieramenti politici, tanto che con l’on. Gelmini c’erano, a sostenere la causa gardesana, due parlamentari del Pd, gli onorevoli Alessia Rotta e Guido Galperti. Con loro, tra gli altri, i sindaci gardesani di Salò, Padenghe, Brenzone e Castelnuovo del Garda, il presidente di Garda Uno Mario Bocchio, i direttori di Garda Uno e del suo corrispettivo veronese, AGS SpA, il presidente onorario della Comunità del Garda Aventino Frau.

«Sono molto cauta – commenta la parlamentare bresciana – e non vendo quello che ancora non ho. Ma posso dire che, grazie anche ai parlamentari Rotta e Galperti, si è aperto un varco. Al ministero, dopo due ore di istruttoria dettagliata, non hanno potuto fare a meno di prendere atto dell’emergenza e di un problema, quello della depurazione del Garda, che è di portata nazionale e non solo locale, in quanto i 50 chilometri cubici dell’acqua del lago rappresentano il 40% dell’acqua dolce disponibile dell’intera Nazione, un patrimonio di inestimabile valore per le presenti e future generazioni. Di fronte ad una questione di simile portata, Governo e Regioni non possono tirarsi indietro».

La Regioni saranno infatti i prossimi interlocutori della presidente Gelmini: «Incontrerò Maroni e Zaia perché è necessario un maggior coinvolgimento di Regione Lombardia e Regione Veneto». Poi, il prossimo 21 ottobre, assieme ai sindaci della riviera veronese (quelli bresciani e mantovani si erano riuniti nella sede della Comunità del Garda venerdì scorso), l’on. Gelmini incontrerà anche i vertici della Provincia autonoma di Trento.

A Roma la delegazione gardesana ha ribadito la necessità e l’urgenza di rinnovare, dopo circa 50 anni, il sistema di collettazione e depurazione del lago di Garda, sia ai fini del miglioramento e della salvaguardia dell’equilibrio ambientale, sia per la messa in sicurezza dell’intero ecosistema benacense.

Il progetto prevede l’eliminazione delle condotte sublacuali, la realizzazione di un nuovo depuratore in area bresciana, il potenziamento di quello di Peschiera del Garda, nonché una più moderna ed efficace rete di collettazione sia in area bresciana che veronese. Il progetto unitario preliminare esiste ed è ampiamente condiviso da tutte le realtà amministrative ed economiche del Garda. Servono circa 220 milioni. Trovarli sarà un’impresa complicatissima, ma in ballo, come detto, c’è il destino della più importante riserva d’acqua dolce italiana.

Dati tecnici..

Le criticità..

Presupposti progettuali..

Dati del nuovo progetto..

News originale e completa: gardapost.it

Data di pubblicazione: Giovedi 29 Settembre 2016

Immagine di copertina: Da news originale

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