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Contratto di lago, lunedì a Peschiera la firma

Gardone Riviera - Il «Contratto di lago» al vaglio dei sindaci gardesani. Domani, lunedì 28, a Peschiera la sottoscrizione del documento per una gestione concertata e condivisa del patrimonio idrico gardesano. Ecco cosa prevede.

I Comuni chiedono da tempo più voce in capitolo sulle governance ambientali e sulla gestione delle acque del Garda, inestimabile patrimonio idrico che rappresenta il 40% delle riserve nazionali d’acqua dolce.

E il contratto è lo strumento istituzionale e operativo individuato per una gestione il più possibile concertata di questo bene. L’assemblea dei Comuni benacensi per la sottoscrizione del documento è convocata alle 14.30 di lunedì 28 a Peschiera.

Con i sindaci, o loro delegati, ci saranno anche la presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini, il presidente di ATS Garda Ambiente Giovanni Peretti, il presidente di Garda Uno Mario Bocchio e il suo omologo veronese Angelo Cresco, presidente di AGS.

Le richieste dei Comuni (tutti: bresciani, veronesi e trentini) che si affacciano sul lago sono note: i sindaci chiedono ad esempio un posto al tavolo della Commissione che decide le aperture della galleria Adige-Garda, canale scolmatore artificiale che corre tra Mori e Torbole e consente di scaricare l’acqua del fiume nel lago quando la piena minaccia Verona.

Chiedono inoltre tre posti (uno per ogni provincia gardesana) nella cabina di regia dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, ente deputato alla gestione dei livelli.

Il contratto affronta anche una serie di questioni legate alla tutela della salute delle acque, come la proposta di sanificazione delle carene delle barche che provengono da altri bacini per evitare di immettere specie invasive (alghe o molluschi) che potrebbero rappresentare un pericolo per l’ecosistema gardesano, che peraltro conta già diverse specie «aliene».

«I sindaci – dice Lucio Ceresa, segretario generale della Comunità del Garda – hanno già in mano il documento e non sono pervenute obiezioni. Auspichiamo un’approvazione unanime. L’obiettivo di fondo è consegnare alle future generazioni un lago in salute».

Nella bozza del Contrato di lago che avevamo pubblicato in giugno (leggi qui) si prevedeva di affrontare le seguenti questioni:

  1. Collettamento e depurazione reflui del Garda.
  2. Applicazione dell’accordo del 2013 relativo ai livelli del Lago innalzando però i livelli minimi nel periodo di magra.
  3. Costituzione della commissione prevista dall’accordo sottoscritto del 2013 con il consenso di massa dell’Autorità di Bacino con la presenza di tre rappresentanti delle amministrazioni del Garda, uno per Regione.
  4. Gestione dello scolmatore Mori – Torbole con coinvolgimento di tre rappresentanti delle Amministrazioni del Garda, uno per regione.
  5. Monitoraggio qualità delle acque del Garda, dei suoi affluenti ed agenti inquinanti.
  6. Analisi e monitoraggio flora e fauna lacustre e fenomeno eutrofizzazione.
  7. Ripopolamento sistematico specie ittiche lacustri con l’utilizzo di due incubatoi esistenti.
  8. Monitoraggio specie non autoctone potenzialmente dannose a lungo termine per l’ecosistema lacustre.
  9. Sanificazione delle carene delle barche turistiche che hanno portato mitili ed esseri alieni i quali hanno determinato danni alla sublacuale tra Toscolano Maderno e Torri del Benaco.
  10. Modalità di gestione delle derivazioni delle acque del Lago rispetto anche alle esigenze ambientali.
  11. Monitoraggio e controllo delle imbarcazioni con sanificazione dello scafo.
  12. Confronto coordinato con gli enti preposti per la condivisione dei livelli del lago.
  13. Consumo del territorio.
  14. Impegno comune per qualificare e promuovere il Garda.
  15. Promuovere campagne informative sugli effetti dei cambiamenti climatici e sulle azioni di prevenzione, mitigazione ed adattamento attuabili.


Queste tematiche dovrebbero essere discusse e ordinate tramite un “Contratto di Lago” formato da:

  1. Amministrazioni comunali gardesane.
  2. Provincia di Verona, Brescia e Trento.
  3. Regione Veneto e Lombardia.
  4. AIPO.
  5. ARPA Veneto e Lombardia
  6. Comunità del Garda.
  7. Rappresentanti delle maggiori associazioni ambientalistiche provinciali.
  8. Associazioni/Consorzi pescatori professionisti
  9. Associazioni pesca sportiva
  10. Consorzio Unico Laghi di Garda
  11. Associazioni di categoria ricettiva turistica
  12. Associazioni di turismo ambientalmente sostenibile (ciclovie, turismo eno-grastronomico, ecc…)
  13. Navigarda
  14. Confcommercio


Fonte: gardapost.it

Data di pubblicazione: Sabato 7 Ottobre 2019

Immagine di copertina: da news originale

 

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