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Pubblicato il bando per la progettazione definitiva del nuovo sistema di raccolta e depurazione, ma riguarda soltanto «l'altra sponda» - La riva veneta brucia le tappe per aprire i cantieri nel 2019 «I bresciani? Tempi differenti ma anche loro sono quasi pronti».

La sponda veronese corre, con la pubblicazione del bando per il progetto definitivo, quella bresciana insegue. Se da una parte si tentenna (la questione del depuratore di Visano non sembra ancora «politicamente» risolta) dalla parte veneta del lago cominciano a delinearsi con precisione e ufficialità i tempi tecnici per il nuovo sistema di depurazione del Garda orientale, che comprende i nuovi collettori da realizzare e l'ammodernamento del depuratore di Peschiera, che continuerà a «servire» anche Desenzano e Peschiera.

Per l'eliminazione delle condotte sublacuali dalla sponda veneta, i nuovi tubi e il potenziamento del depuratore, entro fine anno ci sarà il progetto definitivo, entro il 2019 il via ai lavori (da concludersi in circa otto anni, tra il 2027 e il 2028).

Da Peschiera infatti, dal quartier generale di Ags (azienda «gemella» veronese della bresciana Garda Uno) informano che il bando internazionale per la progettazione definitiva dell'opera è già stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea.

La base dell'appalto per la progettazione è di oltre 928 mila euro (mica poco per il solo progetto, su un totale per il veneto di oltre 85 milioni) e con il bando si spera ovviamente di risparmiare qualcosa. Nel dettaglio, il bando serve per assegnare l'incarico professionale per la progettazione definitiva degli «interventi di riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui nel bacino del Garda veronese», con scadenza il 13 marzo: dopo l'assegnazione, ci saranno 180 giorni per realizzare il progetto definitivo

E il depuratore bresciano? «Ho già parlato con Acque Bresciane e Garda Uno - ha detto ieri mattina Angelo Cresco, presidente di Ags - e sembra che entro una ventina di giorni anche loro presenteranno il bando, così che i progetti siano quasi sincronizzati. Ma è chiaro che i tempi precisi ve li devono dire loro».

Il succo è questo: un preventivo unico (220 milioni di euro), un finanziamento ministeriale unico (da 100 milioni) ma due progetti diversi, e per ora anche tempi diversi

«Meglio esseri chiari - ha aggiunto Mauro Martelli, presidente dell'Ato veronese - : abbiamo lavorato in sinergia, e tutti facciamo il tifo per i bresciani, ma ci sono due progetti, due ambiti territoriale e due piani tariffari diversi».

I fondi: dal Ministero ai veronesi andranno 40 milioni, ne mancano altri 45. Rimanesse tutto così, i soldi dovranno essere recuperati direttamente con le tariffe, con aumenti annunciati del 30% in 14 anni (nel Bresciano gli aumenti previsti sono del 50%, ma in 9 anni). «Ma questa è solo la previsione peggiore - ha spiegato Giovanni Peretti, presidente di Ats Garda Ambiente - perché si basa su quello che ad oggi abbiamo. Mancano i fondi della Provincia, delle Regioni, gli eventuali fondi europei, i soldi che verseranno i Comuni con una quota della tassa di soggiorno. Fosse così, gli aumenti nel Veronese sarebbero del 5 o 6%, in 14 anni».

Alessandro Gatta

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Sabato 10 Febbraio 2018

Immagine di copertina: da news originale

Links: ags.vr.it - acquebresciane.it

 

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