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Brescia Oggi - Chiatta colata a picco nel lago: il «relitto» deve essere svuotato

L'operazione di recupero dovrà essere conclusa entro la metà di aprile Poi si procederà a riparare i danni della condotta fognaria sommersa - Il tavolo operativo ha fissato l'agenda per risolvere l'emergenza causata dall'affondamento.

Gardone Riviera - Sarà riparata in aprile la condotta fognaria rimasta in pressione un paio di settimane sotto il peso della chiatta affondata a fine novembre nelle acque di Gardone Riviera.

Si tratta di uno dei punti dell'agenda dettata dalla seduta del tavolo di lavoro interistituzionale, l'ennesima e probabilmente l'ultima, convocata ieri in Broletto cui hanno preso parte oltre al prefetto Annunziato Vardè il sindaco ed i tecnici del Comune di Gardone, una delegazione del comando provinciale dei Vigili del fuoco, della Guardia Costiera, di Arpa, del Settore Ambiente della Provincia, della Società Acque Bresciane e della società Impr.Edil, armatrice della chiatta affondata.

Durante la riunione è stato illustrato il progetto e il cronoprogramma condiviso di recupero del barcone da lavoro che giace sul fondale ad una cinquantina di metri dal porticciolo del Casinò.

Operazioni che saranno avviate il 12 febbraio: la durata dei lavori è stimata in 60 giorni. Prima di essere issata in superficie, l'imbarcazione sarà svuotata del suo pesante carico di laterizi per agevolare la risalita. Ora è tenuta in sicurezza sul fondale da alcune catene fissate alla banchina del porto.

Il 9 dicembre la fase acuta dell'emergenza che rischiava di provocare un disastro ambientale era rientrata quando grazie all'intuizione dei Volontari del Garda, le catenarie agganciate alle boe erano state spezzate e la tubatura si era liberata adagiandosi sul fondale accanto alla chiatta.

Tutto sembrava in discesa dopo che i sommozzatori della Carmar Sub di Ancona, ditta specializzata nelle manutenzioni delle condotte in profondità che collabora da tempo sulla sublacuale Maderno-Torri, erano scesi in acqua per misurare quel metro e mezzo di condotta danneggiato a contatto con la chiatta affondata. Nei giorni successivi Garda Uno aveva fatto costruire a tempo di record in officina a Castelnuovo nel veronese, una «clamp» metallica su misura leggermente curva, proprio per aderire perfettamente nel tratto di condotta deformato dalla chiatta. RIMANEVANO però le perplessità sulla chiatta, ancora adagiata sul fondale, troppo vicina alla condotta e d'intralcio alle operazioni.

Preoccupazioni destinate a rientrare al termine del recupero della «bettolina», quando finalmente la tubatura potrà essere sistemata e successivamente imprigionata con dei collari di ancoraggio infissi al fondale tramite attrezzature idrauliche riducendo al minimo i rischi di possibili danni ambientali.

Il prefetto di Brescia ha espresso soddisfazione per la definizione delle attività necessarie al recupero del natante e la messa in sicurezza del collettore sublacuale. Ha richiesto alle parti interessate massimo impegno e collaborazione per una rapida conclusione dei lavori al fine di rendere nuovamente fruibili in sicurezza le acque di quel tratto di lago.

Luciano Scarpetta

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Giovedi 25 Gennaio 2018

Immagine di copertina: Da news originale

 


 

Giornale di Brescia - Chiatta affondata nel Garda: recupero dal 12 febbraio

 


Gardone Riviera - Passata l’emergenza, si avvicina una equilibrata soluzione per il recupero della chiatta affondata nelle acque davanti a Gardone Riviera, al porto del Casinò, e notata da alcuni sub il 26 novembre.

La bettolina, utilizzata da una ditta impegnata nella ristrutturazione di una villa a lago, aveva rotto gli ormeggi in una notte di lago agitato, era affondata e si era posata proprio sulla condotta fognaria che porta i reflui provenienti dalla terraferma.

Le prime operazioni, compresi due falliti tentativi di recupero dell’imbarcazione, erano state concentrate ad evitare danni alla conduttura e quindi un vero e proprio disastro ambientale. Una circostanza che era stata scongiurata a metà dicembre quando la chiatta era stata leggermente mossa e si era potuto appurare che la condotta non era stata danneggiata.

Ieri in Prefettura si è tenuto un nuovo vertice che ha visto la presenza delle aziende e degli enti coinvolti. La società proprietaria della chiatta ha illustrato il cronoprogramma del recupero del carico, prima, e del natante poi per una serie di operazioni che si prevede dureranno complessivamente 60 giorni a far data dal 12 febbraio.

Al termine toccherà ad Acque Bresciane dare il via ai lavori di messa in sicurezza della condotta sublacuale secondo le modalità predisposte dai tecnici specializzati.

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Mercoledi 24 Gennaio 2018

Fotografia di copertina: da news originale (Francesco Chiaf - UW Photographer)

 

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