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DESENZANO. Dalle fogne direttamente nel Garda: sotto accusa le valvole di emergenza che si aprono in caso di pioggia prolungata con il loro contenuto di «acque nere» – Dal centro storico a Rivoltella ben 13 punti a rischio – Interrogazioni e proteste ma Garda Uno spiega: «Per eliminare il problema servirebbero 10 milioni»

Problema numero 1: a Desenzano si contano 13 scarichi cosiddetti «di emergenza», dove in caso di sovraccarico della rete idrica, una parte dei reflui (acque nere comprese) viene riversata nel lago.

Problema numero 2: questo succede perché negli oltre 120 chilometri di fognature desenzanesi ci sono ancora tante condotte miste, in cui le acque nere (le fogne) si mischiano alle acque bianche.

C’È POI IL PROBLEMA numero 3, che finora ha impedito di risolvere i primi due: per intervenire nel complesso e adeguare ogni tubatura che ancora non è separata, servono più di 10 milioni di euro.Insomma: scarichi a lago a Desenzano, un sacco di problemi.

Se ne parla da decenni ma sembra assurdo che tanti scarichi buttino ancora nel lago il contenuto delle fogne, compresi assorbenti, carta igienica e ogni altra sostanza. Solo nell’ultimo anno e mezzo le segnalazioni e le protestesono state numerose, da parte di Sel, della Goletta di Legambiente, del Collettivo gardesano autonomo, di Guido Malinverno, il consigliere della Civica che si è detto pronto a incatenarsi alla Procura e del Movimento 5 Stelle con un’interrogazione.Il «materiale» viene scaricato a lago non quotidianamente, ma con una frequenza data dagli eventi atmosferici:

«Situazioni spiacevoli, ma dovute a scarichi di emergenza che si attivano, appunto, solo in caso di emergenza», spiega Massimiliano Faini, dirigente di Garda Uno, la società pubblica (il primo socio è il Comune di Desenzano) che gestisce il ciclo idrico.

«Non può esistere una fognatura che scarichi direttamente a lago, sarebbe fuorilegge – precisa Faini -. Ma questi sono scarichi di emergenza che si attivano in caso di piogge prolungate. Non serve l’acquazzone: può piovere poco ma per diversi giorni, la capienza dei tubi non basta e così strabordano».

Scarichi autorizzati dalla Provincia, in tutto 13 quelli che versano a lago: le «valvole» di emergenza sono sotto via Agello, Madonna della Villa, Borgo di Sotto, piazza Alpini, via Di Vittorio, viale Motta, via Allende, via Sirmione, piazza Matteotti, via Nazario Sauro, via Gramsci e due sul lungolago Battisti.

Ma il problema è a monte: «Per una completa separazione della acque bianche da quelle nere, a Desenzano servono più di 10 milioni di lavori. Inoltre spesso bisogna scavare, sistemare i sottoservizi e rifare il manto stradale».

«PER QUESTO abbiamo bisogno della collaborazione del Comune, come in via Mazzini. Il prossimo intervento è previsto in via Romanino, ma servirebbe anche in viale Motta, via Dugazze, via Michelangelo». E spesso le risorse mancano:

«È a livello di Provincia che si decide dove investire – conclude Faini – ma a Brescia hanno le loro priorità, non sempre tutte dedicate all’area del lago».Che dire? Il Garda non merita tutto questo, e 13 scarichi a lago di acque nere, anche se di emergenza, non dovrebbero più esistere.

Alessandro Gatta

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Giovedi 10 Novembre 2016

Copertina: da news originale

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