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Prove di dialogo ma anche tensioni sul progetto di depurazione da 220 milioni di euro – Il maxi-collettore del Garda «silurato» dai Cinque stelle – Il Movimento si oppone al piano: «Così non lo approveremo mai meglio due o tre mini-depuratori» – L’Ats: «Fate una proposta scritta»,

Diplomazia, pacche sulle spalle, apertura al «dialogo» e alla valutazione di proposte alternative.

Ma il fatto vero è che il mega-progetto da 220 milioni di euro per rifare il collettore fognario del lago di Garda e realizzare il nuovo depuratore per la sponda bresciana, da affiancare a quello di Peschiera, è entrato in rotta di collisione con il Movimento 5 Stelle.

MOVIMENTO che di questo progetto dice «non lo approveremo mai a scatola chiusa», e che propone una soluzione completamente diversa, ritenendola meno costosa e meno impattante: prima la completa separazione di acque bianche e nere in tutti i Comuni del lago, poi due o tre mini-depuratori invece del maxi-depuratore previsto a Visano, a 30 chilometri dal lago.

Sottotraccia, come dato politico, c’è un «elefante nella stanza» che non si può fingere di non vedere: se il M5S andrà al governo, ipotesi non impossibile, il progetto attuale avrà poche speranze.

Prove generali di dialogo sono però iniziate l’altro giorno, quando l’Ats «Garda ambiente», l’associazione di 34 Comuni coinvolti nel progetto, ha incontrato nella sede della Comunità del Garda gli esponenti del Movimento 5 stelle Dino Alberti, deputato bresciano, e il consigliere regionale veneto Manuel Brusco. Presente anche il sindaco di Visano, Francesco Piacentini, il Comune della Bassa bresciana che dovrebbe ospitare il maxi-depuratore, ma che non era stato coinvolto finora nelle decisioni.

I pentastellati e il sindaco di Visano sono stati accolti con grande cordialità dal presidente dell’Ats, Giovanni Peretti, sindaco di Castelnuovo del Garda: «In questa fase del cammino, la nostra volontà è proprio di non creare muri: nessuno ha la verità in mano – ha detto Peretti – e per questo motivo ho chiesto ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle di formulare delle proposte scritte».

Il Movimento 5 Stelle spinge per «micro-impianti» di a dimensioni ridotte, sulla falsariga di quello realizzato in alto Garda al servizio di Tremosine e Limone.

L’Ats apre, ma sottolinea la necessità di un’analisi tecnica ed economica precisa: «Secondo noi – commenta Peretti – i tre mini-depuratori costerebbero di più, ma la volontà di salvaguardare il nostro lago è il punto di incontro di tutti.

Dobbiamo comunque valutare le proposte sui loro contenuti specifici e su studi costi-benefici».

DOPO L’INCONTRO, il Movimento 5 Stelle ha però diramato un comunicato piuttosto duro: «La nostra proposta è quella di realizzare almeno due depuratori di dimensioni inferiori sulla sponda bresciana, ad esempio uno potrebbe essere posizionato proprio a Lonato.

Questa opzione era stata presa in considerazione ma subito scartata e attendiamo le motivazioni tecniche: forse perché il presidente di Garda Uno era proprio sindaco di Lonato?».

«Ci dicono che è solo un progetto preliminare, che è modificabile ed è per questo che è giusto muoversi adesso.

Non approveremo mai un progetto a scatola chiusa. Il progetto proposto non risolve il problema alla fonte.

Non interviene sulla separazione delle acque nere da depurare da quelle bianche, che invece non necessitano dello stesso trattamento. I progetti alternativi ci sono e permettono un intervento immediato, senza attendere 15 o 20 anni per la realizzazione del nuovo collettore».

Confronto aperto, più che mai.

Luciano Scarpetta

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Venerdi 22 Luglio 2016

Copertina: da news originale

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