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La seconda vita del depuratore? – Fra i sindaci cresce lo scetticismo.

VISANO. Troppe incognite sull’operazione di riconversione a uso civile dell’impianto dismesso.

Il Comune si affida all’avvocato per fare luce sul caso. Piacentini: «La vertenza legale si chiuderà fra 2 anni. E col nodo gestione irrisolto è assurdo fare previsioni». Il depuratore di Visano dismesso è in ostaggio del degrado

«È stato affidato l’incarico all’avvocato Mario Gorlani per capire a che punto è il contenzioso sul depuratore. Il nostro legale chiederà alla Provincia delle delucidazioni».

Il sindaco di Visano Francesco Piacentini vuole risolvere una volta per tutte il rebus sul destino dell’impianto di depurazione per reflui zootecnici dismesso.

«Se non sappiamo ancora di chi è la gestione, ogni valutazione diventa uno sterile esercizio dialettico – osserva il primo cittadino -. Il contenzioso, potrebbe durare altri due anni, quindi ogni prospettiva a breve termine è fuorviante».

Nel progetto di Garda Uno, in verità, si legge che «dopo un lungo contenzioso l’impianto è rientrato nella disponibilità della Provincia».

Ma la circostanza, incalza Piacentini, «è tutta da verificare». E non si tratta di un aspetto secondario considerato che Visano, Acquafredda, Remedello, Isorella e Carpenedolo, hanno riposto le speranze di avere una rete di depurazione efficiente proprio nell’operazione di Garda che con un investimento di 44 milioni, prevede un revamping della struttura che dovrà trattare anche le acque nere civili.

Riconvertire il depuratore di Visano «avrà un minore impatto ambientale rispetto alla ricerca e all’attivazione di un nuovo sito», affermano gli estensori del progetto finito sotto la lente di una recente riunione fra Piacentini, il sindaco di Acquafredda Alessio Guerreschi e il vice primo cittadino di Remedello Elisa Galuppini.

Un incontro in cui era presente anche il consulente ambientale del municipio di Visano, Laura Pezzoni. Il vertice ha ribadito il clima di scetticismo che serpeggia fra gli amministratori della Bassa.

Il depuratore è ostaggio del degrado. Le vasche di raccolta sono colme di acqua melmosa dove gracidano rane e molti dei macchinari sono stati saccheggiati dai ladri di rame. Per non parlare di un angolo, diventato un deposito di balle di fieno.

Il declino di quella che negli anni Ottanta. a colpi di maxi fondi pubblici era stata salutata come la soluzione definitiva per il trattamento dei reflui zootecnici della Bassa e in particolare degli allevamenti di suini.

STA DI FATTO CHE quel depuratore, con il passare degli si è tramutato in una vera e propria zavorra di debiti. Il depuratore di liquami zootecnici di Visano, infatti, è costato 14 milioni di euro ed è inattivo da 14 anni.

Quella che era considerata un’opera in grado di risolvere alcuni problemi ambientali della zona e far guadagnare ingenti somme economiche l’anno, è diventata, nella tipica tradizione italiana, un sistema di vasche, tubi, digestori e cogeneratori dismessa.

E il futuro resta per ora un rebus.

Valerio Morabito

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Venerdi 16 Settembre 2016

Copertina: da news originale

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