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«Sui nuovi collettori missione compiuta» «Dopo tre anni di impegno ritengo che il mio compito, formalizzato per gli adempimenti istituzionali dall’assemblea comunitaria, sia giunto al termine. Rassegno le mie dimissioni dall’incarico avuto, felice per l’obiettivo raggiunto».

Così Aventino Frau lascia l’incarico di «grande mediatore» per la realizzazione del nuovo collettore del Garda, ritenendo compiuta la «missione» dopo il raggiungimento della concessione del contributo statale di 100 milioni.

FONDATORE, primo presidente e dal 2012 presidente onorario della Comunità del Garda, fondatore del Consorzio di depurazione Garda Uno, più giovane sindaco d’Italia a Puegnago, sindaco per tre mandati di Gardone Riviera, parlamentare e senatore, docente universitario, avvocato internazionale (e molto altro ancora), Aventino Frau era stato incaricato dal neo eletto presidente Mariastella Gelmini di seguire, alla luce della sua esperienza questa nuova fondamentale iniziativa.

Ottenuto l’avvio del programma, spetta ad altri completare l’opera: le Regioni («Anche la ricca Trento che ci guarda solo con arrogante disinteresse» dice Frau), gli Ato delle due provincie e l’Ats Garda Ambiente.

«Alla Comunità del Garda e i comuni gardesani - sottolinea Frau - il compito di vigilare perché tutto proceda presto e bene in assoluta legalità». Nel commiato c’è spazio anche per qualche recriminazione: «Egoismi politici e para politici impediscono al nostro lago la gestione delle proprie acque, possibile con un Ato del Garda, ma altri interessi privatistici e anche pubblici prevalgono. Sono però certo che, come avvenuto in passato, ci sarà chi vorrà e saprà difendere il nostro territorio».

L.SCA.

Data di pubblicazione: Giovedi 23 Novembre 2017

News originale: bresciaoggi.it

Immagine di copetina: da news originale

 

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