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L’assemblea dei sindaci ha scelto la governance della newco che si occuperà di acquedotti e depuratori.

Il presidente sarà Gianluca Del Barba, affiancato da 4 consiglieri. Indicato anche il comitato di indirizzo. Mottinelli: «Passo decisivo»

Venerdì la società «Acque Bresciane», il gestore unico del ciclo idrico, sarà una realtà. A certificarlo provvederà il notaio, a dare una forma definitiva alla governance ci ha pensato l’altro ieri l’assemblea dei sindaci che si è riunita all’istituto Tartaglia.

La Provincia di Brescia ottempera così alle disposizioni regionali: l’acqua e la depurazione ogni provincia se le deve gestire in proprio con un soggetto unico. Toccherà all’assemblea ratificare il consiglio di amministrazione che è stato indicato ieri.

Presidente di «Acque Bresciane» sarà Gianluca Del Barba, già numero uno di Cogeme e di area Pd.

Gli altri consiglieri sono Ernesto Campana già candidato sindaco per la Lega Nord di Cortefranca, Sergio Zanetti anche lui Pd, a lungo sindaco di Verolavecchia e consigliere provinciale, Mario Bocchio ex sindaco di centrosinistra di Lonato e infine Teresa Federici di Esine.

Oltre al cda sono stati indicati anche i nomi dei membri del comitato di indirizzo e controllo analogo, che avrà un ruolo di raccordo tra la società e le amministrazioni comunali sul territorio.

A comporlo sono cinque primi cittadini alla guida di comuni che hanno sottoscritto l’accordo di programma che è alla base di «Acque Bresciane». Il presidente di questo organo sarà Francesco Lazzaroni di Montirone, consiglieri Alessandro Giuseppe Seghezzi di Pontoglio, Marisa Zanotti di Sale Marasino, Andrea Soregaroli di Quinzano e Franco Negri di Tignale.

«UN RISULTATO importante – ha dichiarato il presidente della provincia Pier Luigi Mottinelli – che ci consente ora di superare le infrazioni comunitarie e di fare gli investimenti necessari al territorio.

Dopo la costituzione partirà infatti il conferimento degli asset da parte delle utility».Se la preoccupazione nell’immediato era appunto dare seguito alle prescrizioni della legge regionale, quella futura è legata alla capacità economica per fare gli investimenti su acquedotti e soprattutto sui depuratori: in particolare urgono quelli della Valtrompia e del Lago di Garda.

«Un deficit storico della nostra provincia quello relativo a depurazione e fognature – ricorda il consigliere provinciale Michele Gussago che ha curato la partita -. Che ora se si reperiranno le risorse sufficienti potrà essere superato».

L’auspicio del consigliere è quello di riuscirci senza aprire a un soggetto privato che affiancherebbe i soci «fondatori» pubblici: Aob2, Sir, Sirmione Servizi e l’ultimo arrivato Garda Uno.

Tutta una questione di quantità di risorse rispetto all’obiettivo del rinnovamento della rete delle tubature in gran parte obsoleta e di mettersi con la depurazione al passo delle prescrizioni europee.

«Le nostre società bresciane stanno valutando con periti ed esperti nominati dalle parti il patrimonio da conferire», dice Gussago.

ENTRO IL PROSSIMO autunno si completeranno i conferimenti, così che la società sia operativa all’inizio del 2017.

«Oggi abbiamo raggiunto un importante obiettivo – ha sottolineato il vice presidente Alessandro Mattinzoli – un lavoro durato mesi che ora ci consentirà di lavorare in modo operativo nell’interesse del territorio».

Infine Gussago auspica che anche i comuni della provincia di Brescia che sono rimasti fuori, aderiscano alla newco: «Diversamente finiranno per non avere voce in capitolo su una partita che li riguarda direttamente e di fatto per essere gestiti da altri».

Questa gestione riguarda oltre la metà dei comuni bresciani, mentre il resto continuerà fino a scadenza contratti ad essere gestita da A2A .

Fonte: bresciaoggi.it

Data di pubblicazione: Mercoledi 22 Giugno 2016

Copertina: da news originale

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