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Il Comitato è soddisfatto ma serve il sì del consiglio

Il primo scoglio è stato superato e ora la prossima primavera potrebbe debuttare il referendum provinciale, strumento messo a punto nel 2012 ma finora mai utilizzato.

In una domenica compresa tra il 30 aprile e il 30 giugno, i cittadini bresciani potrebbero essere chiamati a decidere se la gestione del servizio idrico debba essere affidata a una società «mista», a controllo pubblicoma con una quota di minoranza messa a gara per trovare un partner privato, così come deliberato dal consiglio provinciale; o se debba restare totalmente in mano a soggetti pubblici.

Lacommissione di garanzia nominata il 30 ottobre ha infatti terminato il suo lavoro dichiarando «ammissibile» il quesito proposto dal comitato referendario.

Ora resta il passaggio in consiglio provinciale (potrebbe avvenire già nella seduta del 14 dicembre) che, oltre a una valutazione tecnica, dovrà entrare nel «merito politico» della decisione, dando il via libera o bloccando la consultazione.

Il quesito. La battaglia dei promotori è partita il 22 marzo, quando è stato costituito il comitato promotore del referendum. In questi mesi si è raccolta l’adesione di 55 consigli comunali (ne bastavano 25) e si è depositato il quesito: «Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in manopubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?».

Per stabilire se il quesito fosse ammissibile si è nominatala commissione composta dai professori Silvio Troilo (università di Bergamo), Edoardo Carlo Raffiotta (università di Bologna) e Adriana Apostoli (università di Brescia),
quest’ultima indicata dalle minoranze.

Venerdì la commissione ha stabilito che il quesito «appare univoco, chiaro e articolato in modo da non condizionare l’espressione del voto», senza contrasti con la normativa europea, statale e regionale.

La sua finalità, prosegue la commissione, «è affidare la gestione del servizio idrico ad una società a capitale integralmente pubblico attraverso il modello" in house", oggi consentito dall’ordinamento vigente». Modello definito dal Consiglio di Stato «di natura ordinaria e non eccezionale» per l’acqua. Da qui il via libera.

Reazioni. Per il comitato promotore, una prima vittoria. «Sappiamo che il lavoro da fare è ancora lungo e disseminato di ostacoli» spiega il responsabile Mariano Mazzacani, affiancato da Francesco Raucci e dal consigliere provinciale Marco Apostoli.

Ma l’obiettivo è «evitare di arrivare alla gara poiché ciò determinerebbe la totale e definitiva privatizzazione del servizio idrico per la provincia di Brescia, la definitiva svendita della più preziosa fra le risorse naturali forniteci che finirebbe per essere solo oggetto di speculazione privata».

Il presidente Pier Luigi Mottinelli, dal canto suo replica: «Ringrazio la commissione per il lavoro svolto, prendo atto che il quesito è stato ammesso ma resto della mia opinione: si tratta di un quesito falsato. Con la società mista
il controllo resta comunque in mano agli enti pubblici». Senza scordare che la tariffa viene stabilità dall’autorità nazionale e gli investimenti dall’Ato, non dal gestore. «Ora incontrerò i consiglieri, poi valuteremo il da farsi».

Davide Bacca

 


 

Ecco che cosa chiedono i promotori alle urne tra il 30 aprile e il 30 giugno

Per la gestione del servizio idrico (acqua, fognatura, depurazione) ci sono tre possibilità: gestione in house, società mista pubblico-privata o gestione privata. Il 19 ottobre 2015 il Consiglio Provinciale ha scelto il modello misto e un anno dopo il Broletto ha affidato il servizio idrico alla Società Acque Bresciane srl.

La società oggi è totalmente pubblica (riunisce Aob2, Sirmione Servizi, in attesa di Garda Uno) ma entro il 31 dicembre 2018 dovrebbe essere indetta una gara per individuare un partner privato (in pole c’è A2A) che avrà una quota tra il 40 e il 49%.

Obiettivo del referendum è proprio bloccare la gara e mantenere la società totalmente pubblica. In base al regolamento provinciale sul referendum (art. 14) si voterà «in una domenica compresa tra il 30 aprile ed il 30 giugno».

Fonte: giornaledibrescia.it

Data di pubblicazione: Martedi 05 Dicembre 2017

Fotografia di copertina: da news originale

 

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